Tempo di lettura: 6 minuti

Una chicca rock jazz made in Italy

Oggi parleremo di una chicca rock jazz made in Italy. Si tratta dei Bauhaus e del loro magnifico album Stairway to Escher.

Stairway to Escher - Bauhaus

Stairway to Escher – Bauhaus

Questo sconosciuto mi è stato segnalato da un amico appassionato di buona musica. Effettivamente non è possibile definire in altro modo quest’album.

Le origini della band ed il passato nei Buon Vecchio Charlie

Ma chi sono questi Bauhaus? Probabilmente, anzi, difficilmente, qualcuno di voi conoscerà i Buon Vecchio Charlie, beh i Bauhaus nascono proprio dallo scioglimento di quest’ultimi.

Bauhaus

Bauhaus

Il gruppo è formato da Luigi Calabrò alla chitarra, Claudio Giusti al sax, Alberto Festa alle tastiere, Paolo Damiani al basso e Rino Sangiorgio alla batteria.

Sono ex membri dei Buon Vecchio Charlie Luigi, Paolo e Rino.

Questi non arrendendosi all’insuccesso della band rock progressive, di cui faceva parte anche il particolarissimo Richard Benson, formano questa band nel 1973 e registrano Stairway to escher nel 1974.

Buon Vecchio Charlie

Buon Vecchio Charlie

Una profonda trasformazione stilistica… o no?

Il cambio stilistico dal rock progressive al jazz rock trasforma quelle che erano le sonorità veloci ed intense in armonie piacevoli, dolci e ben suonate tipiche del genere jazz.

Buon Vecchio Charlie - Copertina Retro

Buon Vecchio Charlie – Copertina Retro

Per capire la provenienza e la profonda trasformazione stilistica consiglio l’ascolto anche di questo breve ma intenso album che ha sicuramente qualcosa da raccontare.

E’ impossibile non trovare contaminazioni jazz nel lavoro dei Buon Vecchio Charlie, sonorità che se pur in contesti diversi vengono riprese dai Bauhaus.

Se dovessimo accostare lo stile dei Bauhaus ad artisti più noti di quel periodo potremmo nominare i Perigeo, gruppo protagonista del panorama italiano rock jazz e fusion degli anni 70.

Perigeo

Perigeo

Piccoli successi e snobismo delle case discografiche

La band, anche se sconosciuta per molti, si aggiudicò nel 1974 il premio come “miglior band italiana” al Festival Pamphili a Roma.

Le registrazioni di Stairway to escher furono eseguite nel 1974 ma l’album non venne pubblicato.

Lo stesso destino ebbe il primo ed unico album dei Buon vecchio Charlie. Questo fu registrato per la piccola etichetta discografica veneziana Suono nel 1971 ma quest’ultima decise di non pubblicare mai il lavoro della band ritenuta troppo fuori mercato.

I due album di cui stiamo parlando, furano entrambi ripescati circa 25 anni dopo dalla Melos e dalla Akarma Records, che pubblicarono rispettivamente Buon Vecchio Chairlie nel 1999 e Stairway to Eshcer nel 2003.

Titolo e copertina

Il titolo Stairway to Escher è dedicata all’artista Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico olandese vissuto tra il 1898 ed il 1972.

Artista molto legato alla corrente Optical Art, di cui fu creatore e completo esploratore.

Tra le sue opere spicca il lavoro “Relatività”.

Escher - Relatività

Escher – Relatività

Escher con questa vuole comunicarci che esistono più piani della realtà, alcuni nascosti, ma di cui dobbiamo serenamente accettare l’esistenza. L’opera, infatti, è il risultato dell’intersezione di tre piani, che determinano l’impossibilità della convivenza tra gli uomini che giacciono sulle diverse superfici. Questi hanno un concetto diverso di ciò che è orizzontale o verticale, senza che ciò, peraltro, impedisca loro di usare le stesse scale e quindi di compiere lo stesso percorso: è tutta una questione di prospettiva e di punto di vista riguardo ad una stessa realtà.

Uno sguardo superiore non può, quindi, dare ragione all’uno o all’altro, ma deve constatare la relatività delle loro posizioni, la piccolezza della loro esistenza da cui non potranno mai uscire per incontrarsi.

Escher sembra insomma dirci che il nostro concetto di ciò che è reale è sempre relativo, creato da noi stessi, e che una maggiore apertura potrebbe farci scoprire mondi finora inesplorati.

È proprio attorno a questo concetto di esplorazione e di prospettiva che i Bauhaus si basano per creare la loro opera. Potremmo paragonare il Rock ed il Jazz utilizzato al gruppo ai vari piani della Relatività di Escher. Così come nell’opera, questi due generi musicali vivono contemporaneamente, pur non incontrandosi mai, ma riuscendo comunque a fondersi in un unica opera.

La copertina di Stairway to Escher rappresenta una struttura con tratti simili al disegno di Escher. Potrebbe essere la rappresentazione della struttura che contiene la Relatività di Escher? Probabilmente è questo che la band voleva rappresentare.

L’album introvabile dei Bauhaus

Stairway to Esher è stato l’unico album prodotto e pubblicato dai Bauhaus. Un album introvabile, stampato in tiratura limitata, quindi se trovate un CD o addirittura un Vinile non esitate ad acquistare questa perla.

Attualmente l’album non è disponibile su Spotify e l’unico modo che abbiamo per ascoltarlo è questo video su YouTube.

Non mi resta che augurarvi buon ascolto.

Ringrazio Davide Cavucci per la segnalazione e per aver aperto MusicDiscovery ad una nuovo mondo, quello del rock jazz made in Italy degli anni 70.

Al prossimo appuntamento con Cosa Ascoltiamo Oggi.